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giovedì 5 gennaio 2017

PoesiEnricaLoggi - (I Quaderni di UT, primo numero)


"Sono 24 (ed  un poemetto) i componimenti  raccolti dalla poetessa Enrica Loggi nel suo ultimo lavoro promosso e pubblicato dalla Rivista UT.
Il volume è stato presentato presso la Biblioteca comunale “G. Lesca” di San Benedetto del Tronto, giovedì 29 dicembre, alla presenza dell’autrice, dei giornalisti Massimo Consorti e Rosita Spinozzi, dello scrittore Giampietro De Angelis e degli attori Patrizia Sciarroni e Fiorenzo Spina Massacci.


Il libro vuole essere la prima uscita di una collana di “quaderni” edita  da UT per mano del suo art designer Francesco Del Zompo, direttamente ricollegata alla sua rivista bimestrale.  In effetti, da assidua collaboratrice e componente della redazione,  la Loggi riunisce le liriche che coprono gli ultimi cinque anni di vita del periodico, le quali, oltre a scandirne i tempi – come afferma Massimo Consorti nella post-fazione al testo – ne incarnano lo spirito, nel segno della valorizzazione della cultura attraverso le sue molteplici manifestazioni .
La poesia della Loggi nasce del resto da un’autentica partecipazione alla vita del creato e alle più profonde aspirazioni dell’uomo senza nome né volto, scevro da ogni appartenenza ideologica. Un canto che trova ragione nell’adesione alle più piccole cose, colte nella loro semplicità, nel gesto disinteressato, nello struggimento lirico per un ricordo (ri)accarezzato.  Una poesia, potremmo definire, sottovoce, che si fa armonica al punto da omogeneizzarsi stupendamente con i suoi oggetti di trattazione: persone e paesaggi.  Una densa rappresentazione della realtà con dentro l’intera tavolozza dei sentimenti umani sbozzati come in un acquerello, dove  i colori sfumano tra giochi chiaroscurali e mezze tinte.  Questo raffinato lirismo è stato ricordato dai presentatori Massimo Consorti e Rosita Spinozzi e da me richiamato nella prefazione alla silloge.
Il pomeriggio è stato allietato dalle note del flauto della giovane Valentina Garcia Melchiorri che attraverso semplici ed ispirate melodie ha dato evidenza alle parole profonde ed incantatorie della Loggi e da un folto e partecipe pubblico".  
(Alceo Lucidi)


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PREFAZIONE a "PoesiEnricaLoggi"

Cara Enrica, è sempre così difficile centrare le parole dei poeti, condensarne lo spirito come se anche noi volessimo coglierne i frutti che con sacrificio e coraggio ci porgono. La nostra epoca distratta ed indocile alle lunghe attese, alle morbide cadenze del pensiero poetico, rivolge lontano, ci strappa bruscamente oserei dire, dalla traccia vibrante e sempre sottesa, pronta ad accoglierci, del sentimento lirico. E’ un dono, penso, la poesia, così come una feconda educazione il prestarsi ad ascoltarla, un “mestiere”, ricolmo di felici tentazioni, a cui ci si abitua con il tempo nell’esercizio paziente e tenace dell’ascolto. Ci sono poeti prestati alla Musa, un po’ per circostanza, un po’ per vezzo, o falso sensazionalismo, un po’ perché folgorati, come me, dal demone della scrittura che ci porta a percorrere o tentare strade espressive diverse, anche le più impervie. Ci sono poi poeti, come te, che senza fragori, nel silenzio della parola precisa e struggente, riversano e concentrano nel dettato lirico un’infinita devozione per il mondo ed il creato, per l’uomo, più ancora, questa strana ma straordinaria creatura, che vive, prima ancora che di atti, di sentimenti. Sono i poeti del canto armonico e tornito, delle tonalità intensissime e cristalline, delle immagini chiare e struggenti che fermano attimi di vita imbevendoli di nostalgia e dolcezza, mai di amarezza e sconforto. E’ la grandezza della poesia vera, che in pochi frammenti di vita, lenisce e riscatta, rigenera e riabilita. La poesia come slancio esistenziale in grado di contrapporsi allo sgretolante grigiore del mondo, annettendo nelle sue corde la fede nell’uomo non disilluso ma animato dalla speranza, non abbattuto, ma, seppure ferito, capace di ricordi, di emozioni che possono vincere l’annichilente logica del mondo abbandonato all’egoismo o al tedio, all’incapacità di guardare all’altro da sé con occhi diversi, all’accidia morale, che, forse, è il più grande male della nostra epoca. Grazie Enrica, perché in ogni tua lirica metti sempre pillole di amore, di dedizione alla parola, carezzevoli note di alloro, tra pianto e sorriso, che s’intrecciano all’intera partitura dell’umano sentire con nitido candore.
(Alceo Lucidi)

Non so se adesso o poi, prima di sera
le voci che fuggono nel tempo
vivace della rosea primavera
o quelle che rimangono sospese
per un sì o per un no, vanno via presto
nel verde che s'accòra dentro il mare
quando il giorno si china all'orizzonte
nel commiato di luci ultime e sole
che prendono la forma di parole.

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"PoesiEnricaLoggi",  I Quaderni di UT, Dicembre 2016

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