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lunedì 21 aprile 2008

Enrica Loggi, da "Il seme della pioggia"




Lungo argini rosei
di pietre grandi e arse
ritorna il mare in questo tempo
e la parola terraquea, flessibile
misura dispiegata
eternità in effigie
come l'ala grigiastra che oltrepassa
e il soffio che s'aspetta
da più lontano, vorticoso inizio.

*

Estate, l'albero
del caposcala vive autunni
lenta e benigna parodia
minutamente triste.
Di fuori è giorno pieno
giallo come le foglie.
Il fusto, anima piccola
d'oblio che si traveste
e fatisce nel gusto
d'ambrosia e amare piante.
Giorni, piccoli errori
l'eclissi che rimane
e intrica erbe e parole.

*

Non muore il petalo di questo giorno
quasi senza decòri, come un filo.
Soffi di mare arrivano
oltre le pietre, precedono il vento.
Che sia vano morire, torneremo
per estasi o stanchezza
carne delle parole.

*

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